CONGRESSO DS SCAFATI

INTERVISTA AL NUOVO SEGRETARIO DS, ALFONSO ANNUNZIATA

PSE. "Io credo che il pse abbia tutte le premesse politiche ed una consistente taumatologia per esercitare un ruolo importare per quanto riguarda la
politica internazionale e la gestione delle dinamiche dei processi politici decisionali. Di conseguenza il progetto politico del Pse potrebbe contrastare la politica internazionale
unilaterale di Bush. Ciò si potrebbe verificare mediante le elezioni europee, le quali possono rappresentare il passo per competere
con i partiti avversari e con la politica internazionale di Bush".



ALA MASSIMALISTA E MODERATI PSE. "La capacità sta nel tenere insieme le diverse anime: quella più riformista e quella più radicale. Sull'esempio di come avviene in Francia, in Inghilterra e in Germania. Bisogna riuscire a coniugare una cultura di governo con la capacità di essere radicati
nella società attraverso un dialogo continuo con le diverse componenti di esse, in particolarf modo
con le fasce più deboli. Una particolare attenzione va tenuta quindi rispetto ai movimenti
che si sono affermati in questi ultimi anni".



SINISTRA ITALIANA E PSE. "Storicamente abbiamo sofferto delle divisioni. E questo tentativo
della lista unica può andare nella direzione dell'unità della sinistra italiana ed avere un rapporto
diverso e più credibile con il partito socialista europeo. Ma qui si apre un problema sul come
deve essere formata questa lista. Se deve essere frutto di un accordo tra segreterie di partito
oppure un'esperienza apertaa tutte le sensibilità politiche che emrgvono dalla coalizione e dalla società
civile".








DS, RINNOVO?. "Alla luce delle considerazioni fatte prima, si avverte un forte bisogno
della formazione di una nuova classe dirigente. Si aprono dunque due problemi, sul come
si seleziona uan classe dirigente e su quale obiettivo si intende perseguire. A mio
parere è fondamentale in questo processo tener conto delle diverse sensibilità emerse in
questi anni. Basti pensare al movimento sindacale, al movimento no global e a quel
ceto medio che si è opposto a Berlusconi sulle riforme della gistizia e dell'informazione
L'obiettivo dunque è quello che si diceva all'inizio, un partito di sinistra dalla linea
politica forte e chiara aperta alle diverse sensibilità emergenti dalla società radicata sul territorio
e capace di rappresentare le istanze delle classi più deboli".




RAPPORTO TRA PSE E PPE. "A livello nazionale abbiamo un'alleanza con la Margherita che fa parte
del ppe ma sempre in Italia abbiamo Forza Italia che è il perno centrale di tutta l'alleanza di centrodestra presente
nel ppe. Questa contraddizione apre un problema anche a livello europeo per il ppe il quale deve
fare una scelta rispetto alla sua identità e alla sua linea politica, cioè se caratterizzarsi
come un partito conservatore di destra, così come avviene per i gollisti in Francia o per i conservatori inglesi, oppure
conservare la sua tradizionale storia di centro che però inevitabilmente entrerebbe in conflitto
con la presenza al suo interno di partiti come forza italia"









MAGGIORITARIO O PROPORZIONALE? "Non c'è una soluzione giusta sulla carta. Bisogna tener conto di
più elementi, il primo è quello della cultura politica, perchè lo stesso sistema che può essere
efficace in inghilterra può non esserlo in Italia. E quindi è importante confrontarsi per
trovare una soluzione che sappia contemperare due importanti esigenze: quello della rappresentanza,
cioè la possiblità che tutti i cittadini possono essere rappresentati nella loro sensibilità politica,
e l'altro elemento è quello della governabilità, cioè la possibilità per un governo di poter portare
a compimento il proprio programma".






SOLUZIONI AL TERORISMO INTERNAZIONALE. "La soluzione al terrorismo internazionale non può
essere la guerra. Bisogna invece recuperare il primato della politica. Per far questo
è fondamentale capire le ragioni di quei popoli che sono economicamente,
socialmente ed economicamente, vittime di una politica unilaterale del mondo occidentale.
Se noi non interveniamo per far si che popoli, come quello palestinese, vivano autonomamente
e dignitosamente, non possiamo illuderci di fermare il terrorismo con un muro. Così come sta
facendo il governo di Sharon. Dobbiamo allora dare forza e credibilità politica alle organizzazioni
internazionali, su tutte l'onu, che devono essere i motori di un processo politico che porti
ad un riequilibrio della ricchezza mondiale. Solo un mondo più giusto sarà un mondo più sicuro".





SINDACATI E SINISTRA ITALIANA. "Il rapporto tra la sinistra e il sindacato è un rapporto
storicamente importante. Nel rispetto della reciproca autonomia e diversità di funzione
è importante che ci sia una forte dialettica e una continua osmosi di idee".





TASSO DI DEMOCRAZIA. "Noi abbiamo una sfida quella della democrazia partecipata. Abbiamo davanti a noi
un esempio negativo che è quello dell'attuale amministrazione americana, di una minoranza che governa
lo stato più importante del mondo. Infatti oggi solo
il 50% dei cittadini americani si reca al voto. E per il sistema elettorale vigente
una minoranza di questo 50% è salitga al potere. Il problema sul quale ci dobbiamo interrogare
è quello se si può definire democrazia una realtà in cui il 50% dei cittadini non si interessa
della vita politica del proprio paese. E' fondamentale, dunque, riuscire a rendere più
partecipi i cittadini affinchè si abbia una democrazia reale. La Democrazia non si deve avere solo in campo
politico ma anche nel settore economico, attraverso le pari opprtunità e attraverso la trasparenza dei processi
finanziari. Democrazia è l'efficienza e l'efficacia delle burocrazie statali e locali. Democrazia
è una società più giusta e più equa. Insomma per avere un alto tasso di democraticità in un paese
è fondamentale che in ogni aspetto della vita pubblica primeggino i principi dell'uguaglianza, della
libertà, trasparenza e legalità".





RC E CI E SISTEMA POLITICO. "Hanno una funzione importante che è quella di riuscire a rappresentare
fasce sociali che altri partiti non riescono a rappresentare. Però è altrettanto necessario che da
parte loro dovrebbero riuscire a confrontarsi in maniera sempre più costruttiva con il resto della coalizione di centrosinistra, in particolare con i ds".


FUTURO POLITICO A SCAFATI E PROVINCIA. "A Scafati abbiamo la necessità di portare a compimento
un percorso che ha visto questa realtà trasformarsi da un paese in una città. Abbiamo davanti a noi una
serie di problematiche da affrontare: la riorganizzazione degli uffici comunali, il disinquinamento del fiume Sarno,
e il rilancio economico della città, la costruzione di una serie di politiche sociali inclusive
per le fasce più povere della città, il ripristino della sicurezza e della legalità. Sono convinto
che l'importante lavoro svolto dalle ultime due amministrazioni di centrosinistra venga continuato e compiuto
da quella attuale governata dal Sindaco Bottoni. Per quanto riguarda la provincia, nelle prossime elezioni
provinciali, il centrosinistra tenterà di riaffermare un modello di sviluppo del territorio, che ha visto crescere a livello
provinciale l'edilizia scolastica, i trasporti, il sistema della viabilità e la nostra identità culturale
attraverso anche lo sviluppo turistico".