SPAZIO D'ALTO

Responsabile Ds Vallo di Diano
Consigliere d'amministrazione Consorzio Bacino Sa/3
Consigliere Comunale di Monte San Giacomo
angeladalto@tiscali.it



Nella foto Angela D'Alto mentre risponde da Polla alla nostra intervista telematica

SI RISOLVERA' LA CRISI DI GOVERNO?. "In realtà una crisi di governo vera e propria non c’è stata
e non credo ci sarà. La coalizione di centro destra che governa il Paese è nata
come operazione elettorale e come tale conteneva e contiene dei fortissimi
elementi di debolezza strutturale,che erano ben noti a tutti, Berlusconi
compreso,sin dall’inizio. E’ nata,insomma, per vincere le elezioni e non per
governare il Paese in modo lineare e coerente.
La costruzione dell’alleanza elettorale con la Lega è stato
il prezzo che Berlusconi ha pagato per avere la certezza di vincere le
elezioni, ed ora è obbligato a subirne tutte le contraddizioni, schiacciato tra
la politica nordista e localista di Bossi e i suoi e la crescente insofferenza
degli alleati Fini e Follini di fronte alle intemperanze e alle levate di scudo
del Carroccio.
Purtroppo,non credo che questo governo affonderà presto:
sono troppo forti gli interessi che legano il Cavaliere e i suoi alleati,più
forti di qualunque contraddizione o discrasia politica".


CHI SARA' IL LEADER DEI DS. A dire il vero, ritengo quest’aspetto secondario, o comunque
subordinato a scelte politiche di fondo che i DS e la coalizione dell’Ulivo
andranno a compiere in via definitiva in vista delle prossime scadenze
elettorali. Se è vero che il centro destra vive un momento di crisi
politica ,con una esplosione di contraddizioni interne quanto mai visibile, è
altrettanto concreto il rischio, per il centro sinistra, di andare incontro ad
errori ugualmente pesanti nella costruzione della coalizione e dell’alleanza
organica con Rifondazione Comunista. Non dobbiamo,infatti,dimenticare quanto è accaduto al
Governo Prodi, che è stato forse l’unico governo che, negli ultimi dieci anni,
ha avuto un respiro nazionale, addirittura europeo, e che è caduto dopo soli
due anni per la sfiducia dei comunisti. Dunque, il centro-sinistra dovrà essere capace di costruire
una coalizione vincente e plurale, ma con un minimo di coerenza programmatica,
eliminando quelle contraddizioni strutturali che lo condannerebbero alla
sconfitta o, peggio ancora, ad una vittoria solo momentanea.
In questo i DS, come prima forza della coalizione, avranno
una responsabilità primaria, e saranno chiamati innanzitutto a fare ulteriore e
definitiva chiarezza al proprio interno. Fassino sin ora ha lavorato bene, ma probabilmente sarà
necessario uno sforzo supplementare per affermare definitivamente la cultura
riformista e per fare del DS un grande partito socialista europeo, libero da
vuoti ideologismi di maniera e da incrostazioni post-comuniste, dal
massimalismo della sinistra radicale e dallo sterile pacifismo “senza se e
senza ma. Ci vorranno scelte coraggiose e nette, e solo così il DS
sarà in grado di guidare una coalizione vincente e potrà candidarsi a governare
a tutti i livelli il nostro Paese. E da questo passerà anche la definizione della leadership interna: il leader dei DS
sarà colui che meglio rappresenterà il volto di un partito coraggioso e
vincente, socialista e autenticamente riformista. Allo stato, l’unico ad avere queste caratteristiche mi
sembra,nonostante tutto, ancora D’Alema. PROSPETTIVE NEL VALLO DI DIANO. Il DS, nel Vallo come altrove, ha vissuto negli ultimi anni
delicati processi di trasformazione, non privi di difficoltà e sofferenze.
Peraltro, il Vallo di Diano negli anni della prima repubblica registrava una
preponderanza assoluta del PSI, che in questo territorio aveva la sua
roccaforte ed esprimeva una classe dirigente di livello nazionale (basti
pensare a Enrico Quaranta e a ciò che ha rappresentato per questa terra). La
sinistra socialista, nel Vallo, è sopravvissuta alla fine della prima
repubblica, a testimonianza di un radicamento fortissimo della tradizione e
della storia socialista in quest’area della provincia, e questo ha reso
l’affermazione e la crescita dei DS particolarmente complicata. Il PDS-DS,infatti, ha raccolto l’eredità di un partito
comunista che in questo territorio è stato sempre,in assoluta controtendenza
rispetto al contesto nazionale, fortemente minoritario rispetto al PSI.
Dunque, è stato necessario un lungo lavoro di ricostruzione
del partito in termini di presenza organizzata, di iniziativa politica e di
consenso elettorale,e solo così è stato possibile recuperare i DS a un ruolo di
protagonisti nel centro sinistra e nel governo locale.
La scelta compiuta di allargare il partito al di fuori della
tradizionale cerchia dei militanti e di recuperare forze provenienti da altre
esperienze e formazioni politiche della sinistra si è rivelata vincente.E con
altrettanta convinzione attualmente il DS del Vallo di Diano ha costituito,
insieme a tutte le altre componenti socialiste ancora massicciamente presenti
nel territorio, gruppi unici in tutti gli enti comprensoriali. Crediamo,
insomma,che la sinistra, solo se unita, potrà non solo governare il nostro
territorio, ma restituirgli un ruolo da protagonista nella competizione con le
aree metropolitane e con le altre zone interne della provincia.
Vogliamo essere i protagonisti del rilancio della nostra
terra,che per troppo tempo ha rinunciato al suo ruolo di protagonista, e
vogliamo farlo governando gli enti locali, comunali e comprensoriali, con
politiche attente all’equità e alla solidarietà ma anche alla modernità e al
progresso.Vogliamo farlo in una grande sinistra e in un grande Ulivo.



STORIA POLITICA DI MONTE SAN GIACOMO. "A Monte San Giacomo la sinistra ha una straordinaria
tradizione storica. E’ al governo da ben quarant’anni, e ha accompagnato questo
piccolo centro del Vallo di Diano in un percorso di crescita politica, culturale
e sociale. A Monte S Giacomo è stata sempre radicata una forte tradizione
antifascista, laica e socialista. I moti contadini del ’33, l’attività politica
e culturale sviluppatasi attorno alla famiglia Marone, le battaglie per
l’aborto e per il divorzio,hanno profondamente segnato la storia del mio paese.
Io non provengo dalle file del Partito Socialista, ma ricordo che nel 1993,in
piena tangentopoli, a Monte San Giacomo fu presentata la lista per le elezioni
comunali col vecchio simbolo del PSI,col garofano. Solo in tre comuni d’Italia
compariva ancora quel simbolo, e uno dei tre era Monte San Giacomo. Fu un gesto
di coraggio, ma anche di lealtà, a conferma di una tradizione che è stata più
forte di tutto, anche dei terremoti giudiziari.
L’attuale amministrazione,dunque, opera in sostanziale
continuità con la precedente e finora penso abbia dato risposte soddisfacenti
alla comunità, mantenendo Monte San Giacomo in un processo di crescita
complessivo del territorio. Si sta cercando di cogliere a pieno tutte le
opportunità offerte dai nuovi strumenti per la programmazione
negoziata,attraverso il POR Campania 200072006, il PIT Certosa di Padula e il
PIT Parco. Abbiamo da poco inaugurato,alla presenza del Presidente Bassolino,
la restaurata casa Marone, che rappresenta non solo un esempio delle politiche
di recupero e conservazione dei beni artistici ma anche un tributo a una
storia, alla storia della nostra comunità".