SPAZIO ANDREA BUONOCORE



Il segretario della Margherita ANDREA BUONOCORE

Intervista di Raffaele Greco

Il terrorismo internazionale avrà un influenza anche sull'assetto politico delle società. E' vero oppure non è vero? E se in futuro ciò accadrà?
Il terrorimo non deve essere mai letto a favore o contro di una collocazione politica.
Non può dirsi che nel tal paese ha vinto la posizione "x" perchè c'è stata una strage.
Questo non è ammissibile. Tutte le forze di governo in qualunque collocazione stanno,
hanno un solo compito, quello di combattere il terrorismo; grave ad allearsi per il
terrorismo per vincere alle elezioni. Sarebbe la cosa più orribbile che possa esistere".
Il caso spagnolo è un caso a parte?
"Sì. E' il primo caso di una lunga serie di casi. Perchè prima o poi l'Europa volterà
pagina. Nel senso che oramai la gente è stanca di questo modo di governare, è stanca di
questo appiamento della politica americana".
Quali soluzioni bisognerebbe trovare in Iraq?
"Ogni paese deve trovare all'interno delle sue capacità chi può risollevare le sorti di
un paese. Noi dobbiamo entrare in un'ottica che ogni presenza estranea può determinare alterazioni, a volte anche la
stessa chiesa, che si sforza di mandare missionari, aprire scuole, ospedali, a volte
è oggetto di barbarie e crudeltà. Certo che comunque dovremmo avere un rispetto di questi
paesi ma non con la forza".
All'interno del centrosinistra chi domina, i moderati o i ds?
L'Italia è un paese estremamente moderato. L'intervista cade in un momento particolare
perchè il 16 marzo ha segnato il rapimento di Aldo Moro. L'Italia è estremamente moderata.
I ds dovrebbero imparare a svolgere il ruolo politico: rapporto di rispetto, di uguaglianza,
pari identità, pari rappresentanza. Se devo dire chi deve governare in Italia,
l'Ulivo. Dobbiamo credere fortemente nell'ulivo. Noi oggi o ci convinciamo, che insieme
si vince e divisi si perde o altrimenti non andiamo da nessuna parte".
Il fatto che nel '96 abbia vinto l'ulivo e poi praticamente c'è stata l'uscita di Romano Prodi dal governo. Lei che ne pensa?
"Prodi è uscito a testa alta. E'stato fatto fuori da D'Alema ma è anche vero che ha avuto
la dignità di non prostitursi per un voto".
Allora gli ulivisti sono degli oggetti non delle persone?
"Sono cambiate tante cose. "Dividi e governa", quando si vuole governare si tenta sempre di
dividere. Oggi i partiti dai popolari ai socialisti hanno avuto il coraggio di mettersi insieme. E quando
si è insieme si è più forti e più credibili.
L'Ulivo è una coalizione e non è una somma di partiti".
La penisola sorrentina come viaggia politicamente?
"Ha risentito delle elezioni nazionali. Però devo dire che il centrosinistra è ben radicato, c'è una
tradizione, e c'è una forte presenza di moderati che guardano a destra. C'è una forte
presenza di centro che quando si muove fa peso".
Le organizzazione sindacali, le associazioni, hanno una spina dorsale forte in tal senso?
"Si. Quando c'è stata la fase di passaggio dai popolari alla margherita, noi abbiamo vissuto
un anno in cui siamo diventati circoli e le indicazioni erano proprio queste. E l'importanza
era proprio questa, dare importanza alle associazioni. E il nostro territorio è ricca di
un mondo di volontariato, e veramente rappresenta una ricchezza non indifferente.
Assolutamente noi dobbiamo a tutti i costi di evitare che a dettare la legge della politica
sia l'impero economico. Se noi evitiamo questo allora il nostro progetto politico è realizzato"